Quante combinazioni di carte nel poker può ricevere un giocatore all’inizio di una mano? Sono 1.326. Il numero conta meno di due sue proprietà: è finito, e ogni combinazione al suo interno significa una cosa sola. Sono esattamente le due condizioni che un modello linguistico richiede per essere applicato a un codice — e sono la ragione per cui il poker si lascia scomporre, e misurare, come si fa con le parole.
- Il poker ha un codice, e i codici si scompongono
- Da Leibniz a Hjelmslev
- Le due condizioni che rendono applicabile il modello
- 1.326 combinazioni possibili
- Una coppia di assi è solo una coppia di assi
Il poker ha un codice, e i codici si scompongono
Nell’articolo precedente abbiamo visto quanta informazione arriva a ogni fase di una mano. Restava aperta la domanda su come quel valore si costruisca: con quale strumento, cioè, si passa da un mazzo di carte a una quantità.
Lo strumento arriva da un campo inatteso. Nella Semiotica e nella Filosofia dei linguaggi esiste un gruppo di ricercatori che studia la comunicazione secondo i principi della Semantica a tratti.
Le caratteristiche linguistiche del poker Texas Hold’em permettono di applicare quegli stessi principi: processare e quantificare le informazioni che progressivamente si svelano nel corso di uno spot e, in relazione a esse, attribuire un indice delle potenziali abilità coinvolte. È il ponte fra un gioco di carte e una misura.
Da Leibniz a Hjelmslev
La semantica a tratti ha una genealogia precisa, e comincia molto prima della linguistica moderna. Trova origine nell’analisi componenziale di Leibniz, che permette di scomporre il significato nelle sue componenti elementari.
Il metodo fu poi applicato con successo dal linguista russo Trubeckoj, che lo usò per scomporre i suoni vocali del linguaggio: non più parole intere, ma le unità minime di cui i suoni sono fatti.
Il perfezionamento arriva con il linguista danese Hjelmslev e il suo modello delle Condizioni necessarie e sufficienti, in sigla CNS. È il modello che stabilisce quando una scomposizione del significato è legittima — e, di conseguenza, quando si può applicare a un codice qualsiasi.
Le due condizioni che rendono applicabile il modello
Come ogni modello che tenti di spiegare la comunicazione, anche la semantica a tratti e il CNS hanno dei limiti: non esauriscono un campo che resta complesso. Ma risultano perfettamente applicabili al sistema linguistico e alle dinamiche comunicative del poker Texas Hold’em dal vivo.
L’applicabilità, però, non si dà per scontata: il modello pone due condizioni preliminari, ed entrambe vanno soddisfatte.
Lo studio le riporta nella formulazione di Anolli: «il significato è scomponibile in tratti semantici per la sua formazione; il numero di tratti semantici costituisce un inventario limitato».
La prima chiede che il senso si lasci smontare in pezzi. La seconda che quei pezzi siano contabili: non infiniti, non aperti. È il punto in cui molti linguaggi naturali fanno fatica, e in cui il poker invece se la cava benissimo.
1.326 combinazioni possibili
Il codice linguistico del poker Texas Hold’em soddisfa perfettamente entrambe le prerogative, e la prima si verifica contando.
Il gioco si sviluppa attraverso la combinazione casuale di 1.326 combinazioni possibili, e l’ordine di disposizione non ha alcuna importanza. Milletrecentoventisei è un numero grande abbastanza da rendere il gioco imprevedibile, ma è un numero: l’inventario è chiuso e si può contare fino in fondo.
È la differenza fra un sistema misurabile e uno che non lo è. Un inventario limitato si può percorrere tutto; su un inventario aperto non si può calcolare nulla.
Una coppia di assi è solo una coppia di assi
La seconda condizione riguarda il significato, ed è dove il poker si comporta meglio di quasi ogni linguaggio naturale. Rispetto al modello CNS, ogni combinazione ha un significato univoco, assoluto e determinato in modo preciso dalle sue componenti costitutive.
Una coppia di assi significa solo ed esclusivamente una coppia di assi, senza alcuna possibilità di ambiguità. Vale per qualsiasi altra combinazione: nessuna di esse può voler dire due cose diverse a seconda del contesto, come invece accade di continuo alle parole.
Chiarito questo, lo scopo degli strumenti diventa dichiarabile. Si tratta di scomporre in unità elementari di significato, non ulteriormente scomponibili, le componenti di una parola o, più in generale, di un codice: unità che, combinate fra loro, generano nuove parole e nuovi significati a seconda della grammatica che le governa. È il presupposto su cui si costruiscono gli Skill Poker Index, e la ragione per cui lo studio può passare dalle carte ai numeri.
Resta da individuare, nel poker, quale sia quell’unità elementare: la più piccola parte del mazzo che non si può scomporre oltre, e quanta informazione riesca a esprimere da sola. È il passo successivo.
